Il braccio più antico dell’acquedotto, chiamato
di Castelletto, prosegue sotto il marciapiede sud di corso
Magenta, che conserva ancora le arcate sotto la strada. Da qui a
Castelletto, l’acquedotto diventa parte integrante con corso Magenta e
corso Paganini, dove fino a una trentina di anni fa alimentava
la funicolare
Sant’Anna, unica in Italia che adoperava l’acqua
come forza motrice. Più avanti l'acquedotto scavalcava quella che è in
seguito diventata via Caffaro su un grande ponte canale
Prima di arrivare alla spianata di Castelletto,
sopra salita San Gerolamo si trova l'unico ponte-canale di tutto il
tracciato cittadino ancora ottimamente conservato
Dopo
salita San Gerolamo l'antico tracciato, attraversava la
spianata di Castelletto per poi scendere, passando all'interno di alcune
case, la salita superiore della Rondinella. Poco prima di Castelletto
un'altra diramazione andava ad alimentare un mulino
Da
salita superiore della Rondinella, l'acquedotto passava per vicolo dell'Acquidotto e salita dell'Acquidotto, dove sono ancora
visibili gli sportelli in ferro per le derivazioni
dei bronzini