Dopo aver alimentato la cascata di villetta Di Negro, l'acquedotto
passava all'interno
dell'attuale Palazzo della provincia, che ne conserva notevoli tracce,
per poi attraversare salita Santa Caterina su un ponte-canale demolito
nel 1873 durante la costruzione di via Roma
Dopo
salita Santa Caterina, l'acquedotto passava per vico delle Fucine fino
ad arrivare sul colle di Piccapietra, lì passava sull'arco di porta Aurea (demolita
nei primi anni '60
con la ristrutturazione urbanistica dell'intero quartiere) per
continuare il suo percorso passando dentro il teatro Carlo Felice dove
attraverso un altro sifone attraversava via Giulia (Attuale via XX Settembre) e via Dante per
risalire sull'arco di
Porta Soprana, che conserva
ancora alla base tracce degli antichi
cannoni
Da Porta Soprana il canale prosegue per passo
delle Murette che coincide con il percorso medioevale dell'acquedotto
L'acquedotto
medioevale passava sopra le mura del 1155, dove si notano ancora gli
archi in muratura che erano chiusi con porte e cancelli dei quali solo i
Padri del Comune ne possedevano le chiavi. Una
targa in ardesia faceva chiari riferimenti su il diritto di passaggio